Categoria: sulle nuvole

  • La festa delle mamme

    Per celebrare la festa delle mamme pubblico un pensiero di qualche giorno fa.

    C’era tra noi un rapporto speciale; abbiamo trascorso insieme oltre cinquant’anni e tante sono  state le manifestazioni d’amore.

    Mi ricordo un giovedì, un bel giorno di primavera. Avevo intorno ai trent’anni e mi trovavo in crisi. Un caos totale dentro me.

    Mi chiese di fare un passeggiata, per parlare un po’; ma aveva poco da dire. Con la sua consueta calma e fermezza mi condusse verso la pace: quella della serenità che solo una madre sa dare, perché ti conosce e ti capisce meglio di te stesso. Ti protegge.

    Saremo sempre vicini: Lei con me, io con Lei, fonte della mia vita.

    Buona festa a tutte le mamme

  • Il randagio

    C’era in strada un cane randagio, magro e sporco. Veniva da chissà dove. La vita gli era andata sempre malissimo fino a quando, vagando, trovò una finestra illuminata  e gli si avvicinò. Era la finestra di una cucina e da lì usciva un buon profumo. Sì mise ad abbaiare sperando di ricevere attenzioni, ed infatti le ottenne. I padroni presto gli si affezionarono e gli garantirono cibo e cura. 

    Il cane era ben  furbo ed apprendeva tutto ascoltando ed osservando, imitando gli umani. Andava quotidianamente a prendere il giornale, così imparò a leggere; guardando la televisione smise di abbaiare e si mise a parlare.

    Quando si mise pure a fare di conto,  convinse tutti che era meglio che si occupasse lui dell’ economia domestica. Ormai  comandava lui, ma la convivenza durò ancora poco: decise che la casa non era più adatta ad altri esseri viventi,  così cacciò fuori tutti gli altri, ringhiandogli contro.

    Ma, quando la casa fu vuota, ben presto si rese conto di non godere più dei servigi d’un tempo. Smise di parlare, dimagrì nuovamente e si ammalò.  Morì solo, come un cane randagio.

  • Il sabato in paese

    A Casteggio, il sabato mattina ha un passo tutto suo, diverso dagli altri giorni della settimana.

    Il cuore del paese – Piazza Cavour – è già vivo, colorato, vibrante. I bar che aprono i battenti, le persone che si danno appuntamento. È un mosaico di gesti semplici e familiari, quelli che fanno sentire un luogo davvero casa.

    Ed è proprio al centro di questa scena quotidiana che pulsa uno dei simboli più distintivi di Casteggio: la fontana monumentale sovrastata dalla statua di Giuditta.

    La statua, inaugurata nel 1998, porta la firma dello scultore Giancarlo Marchese. Pur essendo moderna, dialoga con eleganza con l’architettura tradizionale della piazza. Il basamento bronzeo racconta scene in bassorilievo: un piccolo racconto nel racconto, che arricchisce l’opera di dettagli e significati.

    La scelta di rappresentare proprio Giuditta non è banale.
    È una figura che parla di liberazione e giustizia: valori eterni che, scolpiti nella materia, diventano patrimonio di tutti.

    Chi passa ogni giorno da Piazza Cavour forse non ci fa più caso, ma basta fermarsi un attimo per accorgersi che qui convivono la bellezza del luogo con gli edifici storici, il cielo aperto, le prospettive ampie, e la bellezza del presente, della vita quotidiana, semplice e spontanea, che si muove tutt’intorno.

  • I colori dell’autunno in Oltrepò Pavese

    Queste foto le avevo scattate l’8 novembre 2020. Non si era più in piena pandemia Covid-19; ne approfittai per uscire ad osservare i colori. Era una bellissima giornata d’autunno e queste immagini mi ricordano la lunga camminata in campagna.