Categoria: nuvole personali

  • La festa delle mamme

    Per celebrare la festa delle mamme pubblico un pensiero di qualche giorno fa.

    C’era tra noi un rapporto speciale; abbiamo trascorso insieme oltre cinquant’anni e tante sono  state le manifestazioni d’amore.

    Mi ricordo un giovedì, un bel giorno di primavera. Avevo intorno ai trent’anni e mi trovavo in crisi. Un caos totale dentro me.

    Mi chiese di fare un passeggiata, per parlare un po’; ma aveva poco da dire. Con la sua consueta calma e fermezza mi condusse verso la pace: quella della serenità che solo una madre sa dare, perché ti conosce e ti capisce meglio di te stesso. Ti protegge.

    Saremo sempre vicini: Lei con me, io con Lei, fonte della mia vita.

    Buona festa a tutte le mamme

  • 25 aprile

    Domani è l’ottantesimo anniversario della liberazione e per questo voglio scrivere di libertà.  Di parole e pensieri, ma anche della libertà dei silenzi, dei vuoti mentali e della libertà di non sapere.

    Voglio parlare del diritto a non esprimere le proprie idee, del diritto di tacere o di non pensare a niente, di non informarsi, senza per questo essere sopraffatti da chi parla. 

    Accade per svariati motivi: non si ha nulla da dire, oppure si è emotivamente fragili e non si trova il coraggio per dire, magari per paura o ribrezzo verso la realtà:; si finisce per estraniarsi da tutto, e da tutti. Ma non si merita dunque lo stesso rispetto? Non si dovrebbe godere della medesima considerazione della propria persona? Purtroppo invece chi è più forte ha più voce.

    Ecco, vorrei che non fosse più così.

    Buon 25 aprile a tutti.

  • Stanchezza

    Stasera ho nella testa una canzone lenta, che in parte mi consola: s’infrange nel cuore come onde su uno scoglio.

    Troppe volte eccessivamente duro sono stato e senza chiedere scusa, senza mai vedermi pienamente, conoscermi.

    Insoddisfatto da qualcosa di assente, di inesistente, in conflitto con tutti; ma solo. Difficile così. Io che vorrei essere semplice come questa musica, invece mi ritrovo sempre complesso, caotico, disorganizzato.

    Il brano è Kicking Tyred di Danny and the Champions of the world.

  • Carnevale

    Bimbi!!! Sono arrivati oggi, accompagnati dalle maestre; hanno festeggiato il Carnevale spargendo cordiali e stelle filanti. Una gioia vederli, ascoltarli. Ancor più perché ciascuno di loro sventolava una bandierina bianca della pace. Bravi! E brave le loro insegnanti!

    Bambini molto piccoli, probabilmente della scuola materna: età in cui si vede il mondo senza malizia. Tra qualche anno qualcuno di loro inizierà a fare distinzioni di classe, qualcuno allora forse torcerà il naso all’ idea di manifestare contro la guerra. Così saranno già adulti, gli uni contro gli altri, come è sempre stato e come sempre sarà. Ma vederli oggi è stata davvero una ricarica di speranza, un esempio da seguire più che un’utopia.

  • Buon Anno 2026

    Oggi se ne va un anno terribile, che – ciò nonostante – mi ha portato anche qualche cosa di buono; spero anche a voi.

    Già mi sembra di sentirlo l’anno nuovo in arrivo, mentre mi avverte che le sfide, le salite, i momenti bui e di sconforto non sono ancora terminati.

    Io mi tengo pronto ad affrontare qualsiasi cambiamento: ormai ho imparato a non adagiarmi. Ho capito che la vita non scorre mai su sicuri binari ma è il navigare un mare sempre mosso, tra bene e male.

    Allora auguro a tutti voi di percorrerlo sempre con passione questo viaggio, non comodo, ma ricco di nuove, entusiasmanti esperienze.

    Buon cammino

  • La leva

    Era nel 2002, a maggio, quando ricevetti la lettera di chiamata al servizio di leva militare. 

    Dopo numerosi rinvii per motivi di studio, a ventisette anni la legge prevedeva l’obbligo di presentarsi al corpo, anche se gli studi non si erano ancora terminati (effettivamente mi sono laureato molto tardi, circa tre anni dopo).

    Feci l’addestramento (il famigerato c.a.r., il centro addestramento reclute) a Trieste, caserma San Giusto.

    Ricordo che dopo due settimane dal reclutamento ebbi una crisi depressiva. Non ero l’unico, ma bisogna dire che i ragazzi simulavano malessere per farsi riformare. Invece io stavo veramente male, il mio sconforto era totale: crisi fortissima e pensieri di morte. Comprensibile.

    Mi mandarono a Baggio (MI) al Centro Ospedaliero Militare per accertamenti; il tenente medico – una brava persona – mi propose un mese di riposo per poi fare un ulteriore tentativo di completare il servizio. Mi convinse.

    La seconda volta andò meglio: presi l’allontanamento da casa e il dover sottostare a tutta quell’assurda messinscena con più filosofia (lo dico senza polemica, in fondo tutta la vita è un teatro). C’era chi si divertiva; adesso ero del club. Imparai a segnare il passo.

  • Rispetto al rispetto

    È successo veramente circa un anno e mezzo fa. Ero seduto fuori, al tavolo di un bar di Voghera, con la mia compagna di allora. Tranquilli.

    È passato/a un/a transessuale e qualcuno ha iniziato a fare delle battute. Poi c’è stata la battuta di un ragazzo, non italiano: il sorriso spavaldo, il viso non da buono. Il/la trans ha capito e gli ha rovesciato il posacenere addosso.

    Tutti si sono messi a prendere le parti del ragazzo, i più sarcastici a ridere della vicenda. Anche la mia compagna rideva; era incuriosita. Io avrei voluto dire, avrei voluto fare. Non ho detto, non ho fatto. Che per me il/la trans ha fatto bene! Non si manca di rispetto a una Persona che non ti ha fatto niente di male. È quello che mi hanno insegnato i miei genitori. È quello in cui credo!

    C’è una bellissima canzone, “Trans” di Enrico Ruggeri: ascoltandola questa sera mi sono ricordato questo episodio.